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    <title>Rubriche</title>
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    <item>
      <title>NO TU NO! Two is better than... three</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/edipo+immagine.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h1&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           NO TU NO! TWO IS BETTER THAN...THREE
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h1&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Mamma è mia!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Papà è mio!”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Parli bene tu che stai sempre con mamma!”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questi e molti altri sono i pensieri che fanno i bambini quando si sentono esclusi dalla coppia dei genitori…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per chiarire perché questo accade è necessario affermare che nei rapporti che comprendono tre persone la tendenza è quella di creare una coppia ed escludere il terzo. Ciò avviene perché tutti abbiamo bisogno di sentirci l’unico amato e preferito da qualcuno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma sapete che questo bisogno, nei primi periodi di vita del bambino, deve essere assecondato?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È fondamentale perché porta il bambino ad assumere delle sicurezze che nascono proprio dall’esperienza con la prima persona che si è presa cura di lui.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È necessario però che ad un certo punto entri il terzo e rompa in qualche modo l’illusione che esiste solo la coppia, fatta dal bambino e da chi si è preso cura di lui.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo terzo, spesso rappresentato dall’altro genitore, è sentito dal bambino come minaccioso e il bambino può reagire cercandone l’approvazione, oppure facendo capricci, incubi, attacchi di rabbia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “è diventato/a insopportabile…”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “non mi lascia un attimo di respiro…”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma perché accade ciò?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possiamo parlare di gelosia e intenderla come quel sentimento che emerge nel momento in cui il bambino, o la bambina, teme che possa perdere l’amore della persona amata. Secondo Freud nessuno sfugge al particolare conflitto della gelosia perché questa regola lo sviluppo di ogni individuo. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo il primo anno di vita, per il bambino inizia una graduale separazione che favorisce lo sviluppo della consapevolezza che esiste una differenza tra sé stesso e l’altro. Questo è fondamentale per arrivare alla gelosia infantile, che inizia a prendere forma nella mente del bambino a partire dai tre anni, quando emergono allo stesso tempo desideri sia amorosi che ostili. È proprio sulla base di come il bambino vive questi desideri e di come lo sostengono i genitori che dipende il suo futuro sviluppo psicologico. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La coppia dei genitori è vissuta dal bambino con ambivalenza, perché può rappresentare metaforicamente il dramma della rivalità, dell’odio e del conseguente senso di colpa che caratterizza proprio la gelosia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa è una fase che tutti i bambini attraversano, ma gli esiti possono essere diversi. Alcuni bambini, dopo un primo periodo di ribellione, accettano il proprio ruolo di figlio e riescono a ridirezionare le proprie energie su qualcosa di esterno alla coppia dei genitori. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il bambino inizia così ad andare alla scoperta del mondo circostante e anche del proprio corpo; è quindi fondamentale che il genitore accompagni il bambino in questo percorso. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È proprio per questo che spesso si afferma: “
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           non bisogna baciare i bambini sulla bocca…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È vero che è il bambino che tenta di baciare il genitore sulla bocca, ma se ciò viene concesso frequentemente può portare il bambino a rallentare il suo percorso di crescita perché, attraverso il bacio, riceve la soddisfazione di cui ha bisogno; quindi non continuerà a cercarla al di fuori. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È possibile, però, che questo bisogno del bambino appartenga anche al genitore, il quale spesso, forse inconsapevolmente, non vorrebbe far diventare grande il proprio bambino, mettendo in atto dei comportamenti che ne ostacolano la crescita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “…è così affettuoso…”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “…tu sei il principe di mamma…”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “...tu sei la principessa di papà...”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E tutto ciò può portare a:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “…mio figlio non vuole separarsi da me e andare a scuola!”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “…fa i capricci come un bimbo più piccolo”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come aiutare i bambini ad uscire da questi stati di forte angoscia e tristezza?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non è semplice capire come affrontare e prevenire la gelosia, perché fa parte del gioco della vita. Ma qualora si incistino determinati comportamenti, solo psicologi/psicoterapeuti esperti in età evolutiva possono aiutarvi ad intraprendere un percorso di valutazione e capire insieme a voi genitori quali possono essere le difficoltà vostre e del bambino. Iniziare, qualora necessario, un percorso di psicoterapia aiuta ad attuare un processo di cambiamento per riprendere uno sviluppo adeguato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 28 Feb 2022 11:54:52 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Vogliamo davvero diventare genitori?</title>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/attesa+disperazione.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si inizia a diventare genitori sin da quando si decide di volerlo essere
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , da questo momento in poi ogni comunicazione avrà come scopo quello della genitorialità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cosa accade quando da coppia si diventa genitori?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possiamo intendere la genitorialità come una possibile evoluzione della coppia?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In diversi casi è possibile affermare che quando una coppia sente di aver raggiunto una certa stabilità, interna ed esterna, può sentire anche il bisogno di creare una famiglia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oggi, meno influenzate di un tempo dalle spinte socio-culturali, molte coppie ragionano e ponderano bene la nascita di un figlio, sono molti i dubbi che vi assalgono…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “E’ davvero arrivato il momento giusto?”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Saremo in grado?”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Avremo abbastanza soldi?”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           …ma cosa significa e cosa comporta diventare genitori?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per alcuni forse può significare un riassetto pratico ed economico, quindi doversi procurare tutti i suppellettili necessari al bambino, mettere in conto risorse economiche da destinare alle spese del nascituro. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ma se vogliamo, preparare lo spazio del bambino in casa, potrebbe anche rappresentare un rito di passaggio, un modo per trovare anche uno
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           spazio
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            del bambino che sia interno al genitore.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In che senso uno
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           spazio interno al genitore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ? 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Beh accogliere il bambino del quale bisognerà prendersi cura per una lunga parte della propria vita, se non tutta, non sembra proprio una passeggiata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Infatti un genitore, definito da Winnicott
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           sufficiente buono
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , oltre che a provvedere a bisogni concreti del figlio dovrà cercare di corrispondere anche ai bisogni affettivi. Questi forse sono i più difficili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché non è così semplice riuscire a corrispondere ai bisogni affettivi del bambino e riuscire anche a regolare i propri?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Semplicemente perché all’interno di questo processo giocano tanti fattori per nulla trascurabili. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il primo fattore che influenza la relazione genitore-bambino è la storia personale di ognuno dei partner, dove per storia si intendono i vissuti emotivi esperiti sia in famiglia sia nelle altre relazioni.  L’aver fatto esperienza del proprio genitore nel ruolo di figlio, influenza moltissimo la relazione futura. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E’ ciò che viene chiamato
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           vissuto transgenerazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per promuovere una sviluppo che non presenti degli arresti, è importante per una coppia riuscire ad integrare le due storie personali.  Ciò contribuisce alla costruzione di un’identità di coppia necessaria per la futura costruzione di un’identità genitoriale. Ci sono nuovi compiti da affrontare, primo fra tutti quello di ridisegnare la propria relazione, riuscire a trovare un’integrazione tra le opinioni, o rappresentazioni, che ogni partner ha sulla genitorialità, perché l’obiettivo è quello di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           far crescere il proprio figlio in  una genitorialità comune e condivisa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Purtroppo sembrerebbe che accettare le differenze non sia semplice, imporre la propria idea di genitorialità perché ritenuta più giusta non aiuta lo sviluppo della coppia genitoriale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “siamo sempre andati d’accordo su tutto ma non riusciamo a trovare un punto d’incontro sull' educazione di un figlio…”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “forse non è ancora il momento…”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “e se non avremo più tempo per noi?”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Molte domande costellano la genitorialità nascente, perché insieme ad ogni neonato nascono due nuovi genitori. Questo è valido anche se pensiamo ai secondogeniti, terzogeniti e così via, perché non si riuscirà ad essere genitori allo stesso modo con tutti i figli. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si dice che ogni figlio ha il proprio genitore, perché ogni relazione è unica e specifica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dunque che sia prima, seconda, o quinta gravidanza non abbiate timore a richiedere l’aiuto di un professionista psicologo, alcuni dei quali offrono servizi di “
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Home Visiting
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ” accompagnando la coppia, o il singolo genitore, nella costruzione del proprio ruolo genitoriale e nel supporto delle tappe evolutive del bambino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per maggiori informazioni l’Equipe di Scarabocchi potrà rispondere alle vostre domande.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/attesa+disperazione.jpg" length="212997" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 16 Feb 2022 21:54:41 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Quando un adolescente ha bisogno della psicoterapia?</title>
      <link>https://www.scarabocchipsi.com/quando-un-adolescente-ha-bisogno-della-psicoterapia</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/adolescente-b2b85dc1.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’adolescenza è un periodo di profondo cambiamento, il corpo si sviluppa e cresce, la pubertà convoca con forza il corpo con nuove sensazioni, all’inizio ignote e misteriose; cambia il modo di vedere e pensare gli altri e soprattutto noi stessi. Anche il rapporto con i genitori si trasforma, prima punto di riferimento, dopo scomodi intrusi del nuovo spazio che l’adolescente inizia a formare intorno a sé (a casa e fuori).   
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un periodo che sconvolge regole, tempi, ruoli e funzioni, essere disorientati non diviene un problema da risolvere ma un punto di partenza verso un nuovo e personale modo di essere, sia per i ragazzi che per i genitori. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Tutto questo rimaneggiamento può confondere i ragazzi e portare a degli “agiti” che alcuni, con tono bonario ed edulcorato definiscono ragazzate, pensando siano cose passeggere e reversibili, altri le considerano gravi comportamenti che rischiano di compromettere il futuro dei ragazzi…. ma quindi come può un genitore orientarsi e comprendere la sottile e incerta linea di confine? 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se si è troppo indulgenti si rischia di non fornire al figlio il necessario senso del limite che solo gli adulti, e i suoi rappresentanti come le istituzioni, devono dare, perché il limite non è solo un divieto ma un garante che deve essere introiettato per divenire una funzione di sostegno e protezione. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se si è troppo rigidi, che non per forza  deriva da fare i “bacchettoni” ma da una situazione confusiva che spaventa, si rischia di diventare un muro, impermeabili all’altro,  non potendo  offrire  quella comprensione,  tolleranza e rispecchiamento di cui i ragazzi segretamente hanno bisogno. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quindi torniamo alla domanda, se mio figlio è adolescente e sta facendo delle cose che mi preoccupano è il caso che lo faccio vedere da uno psicologo?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Dipende ovviamente, alcune turbolenze sono fisiologiche e  per le quali non serve chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta, a volte basta che  i genitori mantengano uno sguardo vigile per monitorare il problema,  si confrontino tra loro e “pensino” il figlio, in un modo nuovo e libero da pregiudizi. Altre volte invece c’è il rischio che le ragazzate siano prime avvisaglie di comportamenti che sabotano lo sviluppo degli adolescenti e che possono cronicizzarsi in dei sintomi ma soprattutto rendere troppo tormentata l’esistenza dei ragazzi. In questo caso sarebbe utile poter offrire all’adolescente la possibilità di parlare con qualcuno, non in modo che “lo rimetta in riga”, ma che possa ascoltarlo e comprenderlo. Nel caso il ragazzo non volesse, inutile insistere, potrebbe essere utile per i genitori chiedere un aiuto per loro, per capire come gestire la  preoccupazione e questo può essere un grande aiuto indiretto per il ragazzo. Può succedere che dopo tempo l’adolescente chieda un aiuto, e grazie al lavoro fatto dai genitori che il ragazzo ha raccolto, in quel caso si può pensare ad uno spazio nuovo ed esclusivo del ragazzo dove possa sentire libero di portare e scoprire sè stesso. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/adolescente.jpg" length="473582" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 16 Feb 2022 21:38:51 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“Mio figlio racconta bugie!”</title>
      <link>https://www.scarabocchipsi.com/mio-figlio-racconta-bugie</link>
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/unnamed.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il significato della menzogna nei bambini
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Capiterà, a volte, a mamma e papà di scoprire che loro figlio racconti bugie. Ma prima di allarmarci, col timore che possa crescergli il naso o che le gambe possano accorciarsi, e prima di chiederci come sarà opportuno reagire, è importante considerare l’età e, di conseguenza, il motivo che spinge un bambino a dire una bugia. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I bambini molto piccoli lo fanno “in perfetta innocenza”: per loro la bugia corrisponde alla volontà di modificare la realtà a proprio piacimento, accantonando, ignorando o negando gli elementi che potrebbero provocargli dispiacere. Il bambino piccolo, generalmente prima dei cinque anni, spinto a ricercare esperienze piacevoli, allontana quelle dolorose, confondendo il proprio desiderio con la realtà. In questa fase, infatti, non è ancora capace di distinguere tra il proprio mondo interno e quello esterno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Può accadere talvolta che un bambino più grande, sebbene abbia raggiunto determinate tappe dello sviluppo, regredisca comunque a forme infantili di soddisfazione del desiderio: se incontra frustrazioni e delusioni eccessive, è possibile che ricorra ugualmente alle cosiddette “menzogne di fantasia”. È il caso, per esempio, di un bambino primogenito che, spinto dal desiderio di far uscire di scena il fratello minore che gli ha sottratto le attenzioni e le tenerezze dei genitori, racconta a tutti di essere figlio unico. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In generale, però, crescendo, la bugia diventa intenzionale, di conseguenza più complessa e articolata. È utile, allora, soffermarsi sul perché nostro figlio, nonostante abbia interiorizzato la vocina del Grillo Parlante e i valori morali, sfugga alla verità o la deformi. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un bambino può raccontare una bugia per paura dell’autorità o per evitare una critica o un castigo: potrebbe raccontarci, per esempio, di aver fatto tutti i compiti o di aver preso un buon voto a scuola. La bugia, in tal caso, potrebbe mirare anche ad ottenere l’approvazione di un adulto o, talvolta, un vantaggio materiale. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Spesso accade, invece, che la menzogna celi un desiderio di grandezza. “Lo sai che la mia casa ha cinque piani e una piscina grandissima?”, potrebbe raccontare nostro figlio, mentendo, ai suoi compagni di scuola. Sono le cosiddette vanterie che vogliono attirare a sé le attenzioni dell’altro e che possono indicare un vissuto di insicurezza e inadeguatezza. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei bambini dai sei anni in su, in ciascuno di questi casi, la tendenza a mentire può destare la nostra preoccupazione se si verifica frequentemente, o abitualmente, e se incide in maniera significativa sul loro comportamento. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La menzogna ricorrente può essere intesa, infatti, come la manifestazione di una sofferenza alla stregua di qualsiasi altro sintomo che meriti attenzione e che potrà essere compresa con l’aiuto di un professionista psicologo. Sarà sua cura rispettarla e riconoscerla perché espressione della realtà psichica del bambino e guida per far luce su ciò che accade in lui e su un disagio su cui è importante intervenire.   
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La psicoterapia assume, quindi, la funzione di percorso risolutivo di un vero e proprio paradosso in cui il piccolo mentitore, per essere sé stesso, per sentirsi accettato e più a suo agio, è costretto a mentire, a raccontare una versione di sé (e dei fatti che lo riguardano) lontana dalla realtà. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il lavoro terapeutico, dunque, accompagna nostro figlio nella costruzione della sua identità e nella trasformazione, per citare Pinocchio, da burattino di legno a bambino in carne ed ossa, da teatrante a persona più autentica. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/unnamed.jpg" length="57777" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 16 Feb 2022 21:07:09 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Quando i bambini hanno bisogno della psicoterapia?</title>
      <link>https://www.scarabocchipsi.com/psicoterapia-bambini</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Crescere è un processo stimolante, ricco di scoperte del mondo e di sé,  ma può essere anche faticoso, sia per i bambini che per i genitori… può accadere nel percorso di sviluppo che insorgano delle difficoltà che i bambini possono manifestare in modi molto diversi, ad esempio con delle paure, difficoltà nell’inserimento a scuola, problemi con l’alimentazione o un’irrequietezza.  Questi comportamenti sono
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            importanti segnali
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           che possono manifestarsi nei vari contesti in cui i bambini vivono, a casa, a scuola, nel gruppo di amici o nello sport. Non è facile capire se questi comportamenti siano dei capricci, difficoltà passeggere oppure un segno di un malessere che deve essere compreso. Spesso sono dei modi in cui il bambino, non sempre in modo consapevole e chiaro, comunica a chi gli è intorno che c’è qualcosa che non va… Di fatti il sintomo, secondo il nostro modello di lavoro, ha un valore proprio perché comunica qualcosa del bambino, un possibile  nodo che si è formato nel suo percorso di crescita che per essere sciolto deve essere prima ascoltato e compreso. Sorge allora la domanda su cosa è possibile fare. Non sempre è facile ricondurre il malessere che il bambino comunica a una motivazione precisa, alcune difficoltà possono manifestarsi solo in un contesto, ad esempio a scuola e non a casa o il contrario, oppure possono apparire improvvisamente senza un motivo apparente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il primo passo può essere quello di contattare il proprio pediatra
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , il quale conoscendo il bambino e la sua storia medica, potrà dare un primo importante riferimento e condurre gli accertamenti che ritiene opportuno. È importante, infatti, comprendere il malessere avanzando una prima ipotesi ed escludendo un problema di tipo medico (infiammazione…). In alcuni casi il pediatra potrebbe ipotizzare che dietro queste manifestazioni potrebbero celarsi delle difficoltà emotive e consigliare alla famiglia di rivolgersi a uno
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           psicoterapeuta dell’età evolutiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa indicazione può generare tante emozioni, ci si può sentire disorientati, arrabbiati oppure colpevolizzati, perché, purtroppo, nella cultura del nostro paese, non è così infatti in altre nazioni, il rivolgersi ad uno specialista della salute mentale significa aver sbagliato e sentirsi dei “matti” (magari lo siete ma non è il modo giusto di prenderla). Come se lo psicoterapeuta stesse lì per giudicare quanto un genitore sia capace o meno o insegnare come farlo, ovviamente non è così! 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La psicoterapia psicoanalitica prevede un iniziale momento, chiamato consultazione, in cui il professionista incontrerà i genitori e il bambino per poter comprendere quanto stia accadendo in quel momento difficile, per poter conoscere la storia del bambino e  iniziare a pensare insieme ai genitori che senso ha quel comportamento del figlio e l’impatto emotivo che questo ha su di lui e la famiglia. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Parlare con un terapeuta dei pensieri e i sentimenti può aiutare i bambini a esprimere le loro esperienze in parole piuttosto che agirle, sono aiutati a dare un senso alla loro esperienza e a sviluppare il loro potenziale. Lo psicoterapeuta lavorerà con i genitori e il bambino per sostenere e trovare delle risposte più adeguate al loro modo di essere per contenere e trasformare la comunicazione attraverso i sintomi in nuovo modo più stimolante e sostenibile per la famiglia. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La durata e la frequenza del trattamento varieranno a seconda delle esigenze specifiche del bambino; può durare da pochi incontri a sessioni settimanali regolari, dipende dal bisogno specifico del bambino e come tale non può essere quantificato a priori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/bambino+pongo.jpg" length="167673" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 24 Jan 2022 20:32:07 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
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    </item>
    <item>
      <title>Regole per bambini più liberi</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nell’immaginario comune, soprattutto quello attuale, le regole sono spesso associate alla rigidità, alla limitazione della libertà, ai conseguenti rimproveri e punizioni. Si trascura, tuttavia, la loro accezione positiva:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           le regole sono importanti e svolgono una precisa funzione nel normale sviluppo emotivo e sociale del bambino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Servono, infatti, a rassicurare, a contenere e permettono al bambino di avere confini ben delineati, una cornice entro la quale sperimentarsi serenamente ed in maniera sicura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            qual è il momento giusto per iniziare a dare delle regole al vostro bambino? 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Io direi, molto presto. Le norme, infatti, sono necessarie per trasmettere fin da piccolo al bambino un modello di rappresentazione del mondo esterno, tutt’altro incline all’immediato soddisfacimento dei propri bisogni. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La prima regola, semplice ma estremamente diretta, è il “NO!”.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “No! Non mettere questo in bocca”, che
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            nel tempo diventerà:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Non possiamo comprare un nuovo giocattolo ogni volta che usciamo!”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , oppure
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “No, non puoi guardare la TV fino a tardi!”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tramite il “NO” un genitore, a volte a malincuore, rifiuta una richiesta del figlio, rendendolo consapevole dei vincoli posti dalla realtà esterna.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Non abbiate paura, quindi! Lo state facendo per il suo bene: avere dei limiti, infatti, aiuta i bambini ad abbandonare la primaria convinzione della propria onnipotenza, ovvero il pensiero che possano fare e ricevere tutto ciò che desiderano. Questo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           li stimola ad allenare la negoziazione, la capacità di attendere, di rinunciare e di mediare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un genitore forte e sicuro, ma pur sempre amorevole, farà sì che il bambino, crescendo, interiorizzi un buon esempio di severità e autorità genitoriale e che, sulla scia di questo, diventi gradualmente capace di controllare il soddisfacimento dei propri impulsi e, quindi, di autoregolarsi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sarà un bambino più sicuro, per sé e per gli altri, e, paradossalmente, più libero. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cosa accade, invece, se mamma e papà trascurano le regole? 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Può capitare che i genitori facciano fatica a trovare un equilibrio tra la funzione normativa e quella affettiva. Nell’incapacità a far coesistere entrambi i ruoli, quello di genitore che dice “NO” e quello, invece, affettuoso e comprensivo, trascurano il primo aspetto, abbracciando un modello di famiglia più lassista, incentrata soprattutto sull’emotività e sul calore e, quindi, poco orientata alla trasmissione di valori e regole. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un genitore particolarmente permissivo, con un ruolo proibitivo e autorevole ridotto, non solo renderà suo figlio incapace di autocontrollarsi;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           l’eccessiva libertà concessa al bambino, probabilmente, determinerà in lui un incremento di angosce e di paure
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           nel momento in cui dovrà scegliere da solo come comportarsi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A questo punto è utile chiederci: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quali caratteristiche devono avere le regole per essere maggiormente efficaci? 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché le regole siano ben recepite e più facilmente accettate dal bambino è importante che siano poche e semplici
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , comprensibili per la sua età e la sua fase di sviluppo. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una norma, inoltre, deve essere
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           concreta
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e quanto più applicata al quotidiano, così che il bambino comprenda bene come deve comportarsi; è importante anche commentarla con lui, spiegandogli i motivi per cui è importante rispettarla. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’ultimo ingrediente fondamentale, infine, è la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           coerenza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            : una regola è tale perchè deve essere SEMPRE rispettata, evitando le eccezioni che confonderebbero solo il bambino e renderebbero ai suoi occhi colui che la dispensa, un genitore meno affidabile e sicuro. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La difficoltà a dare regole o a darle in maniera eccessivamente rigida può essere strettamente correlata alla storia individuale di ciascun genitore, alla propria personale esperienza circa l’autorità parentale. Questo aspetto che influenzerà, probabilmente, la personalità del bambino e il suo comportamento, potrà essere esplorato in un percorso di psicoterapia o di sostegno alla genitorialità, richiedendo l’aiuto di un professionista psicologo. Questo vi aiuterà a comprendere la vostra modalità e a trasformarla in una più favorevole al benessere dei figli e dell’intero sistema familiare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se hai trovato l’articolo utile e vuoi saperne di più, CONTATTACI! 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/bambina+che+corre.jpg" length="217388" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 24 Jan 2022 12:38:31 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">essere genitori</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
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    </item>
    <item>
      <title>GIOCO O REALTÀ?</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fortinite, Call Of Duty, Brawl Stars, Mine Craft
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Queste e molte altre sono le realtà dei giovani ragazzi prevalentemente dai 9 ai 15 anni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono solo semplici videogiochi?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per l’esperienza raccolta dai ragazzi che seguiamo possiamo dire di NO.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Spesso per alcuni di loro, soprattutto per i più vulnerabili, diventano delle vere e proprie realtà che assorbono tutta la loro attenzione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A cosa è dovuto questa sostituzione della realtà esterna con una realtà virtuale? 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sappiamo bene che anche prima della pandemia i giovani ragazzi preferivano rinchiudersi in questi mondi virtuali e sfogare tutta la loro aggressività repressa, la situazione attuale non ha fatto che amplificare tale dipendenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mostri e nemici da sconfiggere sono i protagonisti dei mondi virtuali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non a caso parliamo di giochi dove spesso devi uccidere tutti per poter sopravvivere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oppure creare realtà parallele ad opera d’arte dove tutto appare fuori da ogni turbamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ma cerchiamo di capire insieme cosa caratterizza il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           passaggio evolutivo tra i 9 e i 15 anni. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ senz’altro una fascia ampia, che consideriamo e forse la più difficile da comprendere. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra i 9 e i 10 si acquisiscono nuove capacità ma ben presto tra gli 11 e 13 anni tutto sembra costellato dal caos. E’ la fase della preadolescenza, ma soprattutto è la fase del prepubere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Non è più un bambino ma non è ancora un ragazzo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ”. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ infatti una fase di transizione, è la fase della confusione totale. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sembrano non capire come si sentono, cosa pensano e cosa desiderano. A loro volta coinvolgono i genitori e si sentono travolti da un repentino cambiamento che non sanno come gestire. A volte si sentono confusi, altre volte esasperati, altre volte scelgono di non dare importanza, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “alla fine lo fanno tutti” 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “E’solo un videogioco”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ed è ecco che la soluzione a tutto diventa il videogioco, un posto magico dove non c’è bisogno di capire cosa si sente e cosa si pensa, si vive attraverso un personaggio, si nascondono dietro un avatar e interpretano una parte. Incontrano e stringono rapporti con quelli che chiamano amici, ma di fatto non sanno condividerci nulla all’infuori del videogioco. Abbiamo davanti agli occhi una società di giovani che veste tante maschere, che cambia avatar giornalmente e che non stringe più amicizie reali. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma dove li porterà tutto ciò?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sapranno ancora riconoscersi in mezzo a tanti avatar?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come faranno a entrare in contatto con le loro emozioni reali?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tanti preadolescenti sappiamo bene che si chiudono in loro stessi e in questa realtà immaginaria e spesso il processo di soggettivazione va incontro ad un brusco arresto. Non sanno più riconoscere cosa appartiene a loro e cosa all’altro, cosa è reale e cosa è virtuale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È necessario sempre monitorare ed essere vicini emotivamente ad un adolescente che sta intraprendendo un momento di sviluppo importante e che necessita dei suoi coetanei per potersi differenziare dai propri genitori e poter mettere un altro tassello nella costruzione della propria identità. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questi coetanei è necessario che siano reali, tangibili e concreti, con i quali condividere la crescita e non rischiare di perdersi nelle buie strade della vita virtuale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Mio figlia/a sta sempre chiuso in camera incollato alla play!”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “A scuola mi dicono che non interagisce con i compagni”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Temo che mio figlio/a non abbia amici”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma dove li porterà questa sostituzione totale del gioco con la realtà?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sapranno ancora orientarsi nella vita quotidiana o diventeranno essi stessi gli zombie della nostra realtà?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Purtroppo molto spesso  i ragazzi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           rimangono bloccati in questi mondi virtuali
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , che diventano delle
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           vere e proprie dipendenze e agiscono come le droghe.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sentiamo dunque il bisogno di aiutare ragazzi che non riescono più a distinguere ciò che è gioco da ciò che è realtà;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           aiutarli a riprendere contatto con gli aspetti più puri della relazione autentica nella realtà quotidiana;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           aiutarli a procedere nel loro sviluppo e non rischiare arresti evolutivi che andranno poi a destabilizzare sia l’area cognitiva ma soprattutto l’area affettiva;
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come poter aiutare ragazzi e ragazze a tornare ad apprezzare le relazioni reali, ad interessarsi alle persone reali intorno a loro?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Esistono spazi di gruppo o individuali, che noi chiamiamo gli interventi della Area Intermedia, finalizzati a dare spazio alla condivisione, al pensiero, allo scambio e alle emozioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Consulta i nostri servizi per saperne di più 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per maggiori informazioni l’Equipe di Scarabocchi potrà rispondere alle vostre domande.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/pexels-photo-3248143.jpeg" length="287213" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 24 Jan 2022 12:37:25 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.scarabocchipsi.com/add-a-blog-post-title3</guid>
      <g-custom:tags type="string">adolescenti</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/pexels-photo-3248143.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/pexels-photo-3248143.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>ANCHE I SUPEREROI HANNO BISOGNO DI LIMITI Bambini e regole: chi le decide?</title>
      <link>https://www.scarabocchipsi.com/add-a-blog-post-title2</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I limiti sono fatti per essere superati
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ” - Iron Man
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            E se lo dice Iron Man, l’imbattibile uomo di ferro protagonista dell’omonimo film, c’è da fidarsi! Da sempre, i supereroi hanno fatto innamorare generazioni di bambini, rappresentando un sogno per molti e un punto di riferimento per i più audaci.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ed è proprio di bambini e limiti che vi voglio parlare oggi. E, chi l’avrebbe mai detto, c’entrano anche i supereroi!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            I supereroi possono fare qualsiasi cosa: volano, si teletrasportano, sollevano palazzi, sopravvivono a tutto…come se non avessero limiti. O forse, ciò che li rende “super” ai nostri occhi è proprio il fatto che dei limiti esistono e loro li superano? Dunque, anche i supereroi e i loro superpoteri, per essere tali, hanno bisogno di limiti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E ora vogliamo che i nostri figli non abbiano dei limiti? Lungi dal trasformarli in supereroi, voglio solo riflettere sull’utilità delle regole per la crescita sana dei vostri bambini.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            I bambini hanno il sacrosanto diritto di desiderare tutto ciò che riescono a pensare. Anzi, sarei perplessa se scoprissi che un bambino non ha desiderato nemmeno una volta, nemmeno per un istante, di poter volare come Peter Pan o di essere forte come Capitan America. Ma ritorniamo a noi comuni mortali: i bambini possono desiderare di mangiare tutte le caramelle che vogliono, di giocare ai videogame tutto il giorno, di non fare i compiti tutta la vita, di stare al parco fino a notte fonda…la mente di un bambino può e deve pensarle tutte, ma
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è compito dei genitori capire se, quando e come possono esaudire questi desideri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            Certo ad un genitore si spezza il cuore quando deve dire NO al proprio figlio e se, mentre lo fa, si sente anche dire “sei cattivo, non ti voglio più bene”, tutto diventa ancora più difficile. In fondo, che succede se gli concedo di mangiare la caramella prima di cena e non dopo come gli avevo detto all’inizio? – pensano molti genitori sfiniti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’ho sempre detto che quello dei genitori è il lavoro più difficile di sempre ed è per questo che i genitori vanno creduti e aiutati quando dicono che non sanno più cosa fare!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            Come già detto, la fantasia dei bambini è illimitata ed è giusto che sia così, ma noi adulti abbiamo il compito di aiutarli a crescere nella realtà. La realtà, a differenza della fantasia, ha dei limiti! Questi limiti, o se preferiamo regole, ci consentono di con-vivere con gli altri nella realtà. Pensate che disastro una realtà nella quale ognuno può fare tutto ciò che gli passa per la testa! Tuttavia, è proprio la presenza di questi limiti che ci consente di fantasticare, immaginare, desiderare. Sono sicura che Iron Man non me ne vorrà se aggiungo un pezzettino alla sua citazione:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           i limiti sono fatti per essere superati…nella fantasia!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            Quindi, le regole non servono solo a stare nella realtà e a relazionarsi con gli altri, ma nutrono anche la fantasia, ovvero consentono alla mente di viaggiare tra i vari pensieri. E i bambini hanno bisogno di entrambe, sia di realtà che di fantasia! Quindi, le regole confrontano i bambini con le loro fantasie che, se non circoscritte e vissute come tali, rischiano di prendere il sopravvento e trasformarsi in impulsi. In questi casi, assistiamo a bambini che fanno fatica a gestire la frustrazione, a contenersi, a procrastinare il soddisfacimento di un desiderio. Non possiamo pretendere che i bambini sappiano fare questo da soli,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           hanno bisogno di un adulto che li alleni, quotidianamente e in maniera graduale, a confrontarsi con dei limiti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            Mangiare una caramella prima di cena non ha mai fatto male a nessuno, quindi perché dire di no? Dare la caramella prima di cena ad un bambino che insiste forse risolverà il problema del momento, ovvero il bambino smetterà di chiedere, probabilmente potrebbe anche calmarsi per un po', ma quale sarà la prossima richiesta? Quale sarà la prossima fantasia che prenderà il sopravvento?
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le regole, se ragionate e adeguate in base all’età, aiutano i bambini a gestire i propri impulsi che, seppur sani e legittimi, hanno bisogno di essere in qualche modo domati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Ma come si fa a capire quali sono le regole “ragionate e adeguate in base all’età”?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Leggi l'articolo "Regole per bambini più liberi"
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           se vuoi continuare a riflettere con me su questa tematica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/supereroe+2.jpg" length="241458" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 19 Jan 2022 13:41:17 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">bambini</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/supereroe+2.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Freaks Out</title>
      <link>https://www.scarabocchipsi.com/add-a-blog-post-title1</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/Freaks-Out-recensione-Venezia-78-6.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Freaks Out
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Regista: Gabriele Mainetti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Titolo: “Freaks Out”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Data di uscita: 28 ottobre 2021
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Genere: fantastico, drammatico, storico
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           “Signore e signori, l’immaginazione diventa realtà e niente è come sembra!” 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           (Israel)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Guerra, disabilità, tossicodipendenze, antisocialità, psicosi: “Freaks out”, il nuovo film di Gabriele Mainetti, sembra un improbabile compendio di psicopatologia, irrealistico (verrebbe da pensare), per quanto grave. La guerra e la violenza del nazismo fanno da sfondo a gravi condizioni psicopatologiche, condensate nella persona di Franz (Franz Rogowski), un pianista tedesco con sei dita per mano che, nella convinzione di essere un chiaroveggente, attende, tra una dose e l’altra di etere, tra una tortura spietata e un assassinio atroce, i quattro eroi che salveranno Hitler e la Germania nazista dalla sconfitta. Nel frattempo, nella sua mente, rapide incursioni di futuro: canzoni della nostra epoca contemporanea (dai Guns N’ Roses ai Radiohead), sveglia dell’iPhone, e molto altro, proveniente dal nostro presente. È forse questo l’elemento che maggiormente crea l’irrealtà della sceneggiatura, ottenendo però forse anche l’effetto opposto: quello cioè di farci vivere i temi presentati dal film come qualcosa di estremamente attuale, vicino a noi nonostante l’epoca diversa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Poi ci sono gli eroi: Fulvio (un Claudio Santamaria, riconoscibile solo dalla voce), Matilde (una giovane ed esuberante Aurora Giovinazzo), Cencio (un sorprendente Pietro Castellitto) e Mario (Giancarlo Martini). Tutti con una condizione che li rende
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           diversi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , una “disabilità” o un “super-potere”, a seconda della prospettiva. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ed è proprio Matilde che, nel suo essere adolescente, percorre il cammino più difficile e tormentato del film: da figlia-bambina, con le spalle appesantite da un trauma che potremmo definire “edipico”, a giovane donna, consapevole delle proprie potenzialità. Sembra metaforicamente rappresentare, in questo, il cammino dell’adolescenza, con le sfide che questo comporta: reintegrare il corpo nella psiche, proprio come fa Matilde che, dall’impossibilità di toccare gli altri per paura di un “pericolo” mortale, riesce a reintegrare la sua “eccitazione”, che diventa pensabile e quindi utilizzabile nella relazione con l’altro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infine, aspetto peculiare del film, sembra essere quello onirico: tutta la narrazione appare un’allegoria non solo psichica, ma anche sociale, in cui si condensano e si capovolgono le situazioni più disparate proprio come nel montaggio di un sogno: è qui che il film riesce, a nostro avviso, nella comunicazione primaria e arriva con impeto al “cuore – inconscio” dello spettatore. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Maria Quintigliano
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/Freaks-Out-recensione-Venezia-78-6.jpeg" length="174889" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 18 Jan 2022 13:40:28 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">cinema</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/86852d81/dms3rep/multi/Freaks-Out-recensione-Venezia-78-6.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
  </channel>
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